Dario Scotti

“Dooottor Scotti!!!”. Un claim che si fa tormentone è l’ingrediente chiave della strategia di comunicazione Riso Scotti, premiata dai consumatori italiani come una delle più memorabili del settore food. Ma il “dottor Scotti” esiste davvero, ed è Presidente e Amministratore Delegato della Riso Scotti SpA. Dario Scotti ha 68 anni, e da quando ne aveva 28 è alla guida dell’omonima Azienda di famiglia, fondata nel lontano 1860 dal bisavolo Pietro Scotti. Oggi Dario Scotti, che tra il riso è nato e vissuto, accompagna lo sviluppo dell’Azienda, nata come riseria tradizionale, a Gruppo industriale alimentare risiero europeo.
Aveva cominciato in Azienda subito dopo la laurea in economia e commercio, conseguita presso l’Università di Pavia a soli 23 anni; anche se – ricorda – che già a 11 anni il papà Ferdinando lo coinvolgeva nell’attività. Alpino, orgogliosissimo di aver prestato servizio a Chiusaforte (UD), nell’Ottavo Battaglione Cividale, dal 15 settembre 1975 al 18 ottobre 1976 (vivendo quindi in diretta anche il terremoto del maggio ’76): da allora la passione per la montagna, in tutte le sue forme, non si è più sopita. Appena laureato, sposa Cristina, una brillante compagna universitaria con la quale avrà tre figlie – Valentina, Francesca e Lucrezia – ed entra in Azienda come affiancamento operativo al padre. Si concentra nell’area marketing, e nel 1986 assume la carica di Amministratore Delegato della Riso Scotti SpA, che registrava allora un fatturato equivalente a 7,5mio di euro.
A tutt’oggi ricopre questo incarico, avendo chiuso il 2024 con un fatturato di Gruppo di circa 330mio di euro di cui il 35% all’estero. Il percorso per arrivare ai risultati di oggi è frutto di una visione, di una volontà di ampliare costantemente gli orizzonti, di dare valore al territorio e a quanto può offrire. Anche nei momenti più complessi, come negli anni dell’emergenza Covid, Dario Scotti affermava: «Non ho mai pensato nemmeno per un attimo che la mia azienda “fosse arrivata”, ma gli ultimi mesi hanno imposto anche duramente di riverificare l’esistente e le strategie, rimodulare progetti e formularne di nuovi. Un percorso che ci ha magari affaticati ma che altrettanto ci ha sferzati, stimolati, portandoci a raccogliere le nuove sfide come un’opportunità e a esprimere ciò che alla fine sappiamo fare meglio: innovare, guardare oltre, ripensare a ieri con gli occhi di domani».
L’innovazione in Scotti è di casa da sempre. Già nel 1957 l’azienda passava per quanto riguarda il confezionamento dall’uso dei sacchetti di carta agli astucci, un cambiamento che rispecchiava anche il passaggio da impresa artigiana a industria. Alla fine degli anni ’80 inizia il periodo di forte sviluppo del Gruppo, che conta oggi aziende specialistiche nella lavorazione, trasformazione e commercializzazione del riso e dei prodotti derivati: nascono le aziende controllate e collegate e cominciano i primi investimenti pubblicitari. Nel 1993, Riso Scotti decide di puntare per prima tra le riserie negli impianti per il confezionamento sottovuoto, dettando di fatto un must per tutti gli altri player del settore da quel momento; per comunicare l’innovazione, lancia un piano triennale di pubblicità, scegliendo Gerry Scotti come testimonial. Dal 1994 in poi, la quota di mercato continuerà a crescere sensibilmente e costantemente, fino a guadagnarsi la leadership di mercato.
È del 2000 un grande e prestigioso traguardo: la realizzazione dell’attuale stabilimento centralizzato per la lavorazione e il confezionamento del riso alle porte di Pavia. Un polo industriale risiero, innovativo in Europa, dove la materia prima viene valorizzata al 100%: un esempio di ciclo integrato, che sfrutta tutte le risorse, azzerando gli scarti e riducendo al minimo l’impatto ambientale. Nella sede di Pavia vengono lavorati ogni anno oltre 2 milioni di quintali di risone, prodotti oltre 30 milioni di bevande a base di riso e 16 milioni di confezioni di gallette di riso, cui si affiancano altri prodotti di diversificazione, per un’industria alimentare in grado di declinare il riso a 360 gradi: a partire dagli anni Duemila, il Gruppo ha infatti ampliato la propria produzione con la realizzazione di prodotti ready meal e di bevande vegetali. Le attività si concentrano al polo tecnologico “Bivio Vela”, che si estende su una superficie di 65mila mq, alle porte di Pavia. Inaugurato nel 2004, è fra i siti produttivi più all’avanguardia a livello internazionale: vanta una capacità produttiva quotidiana di 250 tonnellate di riso bianco, 200 di parboiled, 150mila litri di bevande vegetali, 20mila confezioni di riso a rapida cottura, 30mila di risotti dry ricettati e 50mila gallette e snack a base di riso. Il piano di sviluppo della produzione si basa su un ciclo integrato che mira a sfruttare tutte le risorse applicando un controllo totale della filiera, azzerando gli scarti e riducendo al minimo l’impatto ambientale.
La partecipazione alla Fiera Universale Expo Milano 2015, dove Riso Scotti ha rappresentato l’italianità nel Cluster del Riso, è stata l’occasione per rafforzare l’impegno per lo sviluppo sostenibile dell’Azienda, dando avvio ad un percorso virtuoso di economia circolare tuttora in divenire, che testimonia attraverso tutti i processi gestionali il forte impegno dell’Azienda nei confronti dei principi del Patto Globale 2030 delle Nazioni Unite.
Dall’esperienza di Expo nasce il progetto #feedtheplanet, che ha visto Dario Scotti in prima persona insieme al suo team, visitare quei territori in cui “il riso sfama e ricopre un ruolo sociale e culturale oltre che economico”, raggiungendo Paesi anche lontani attraverso viaggi non privi di avventura. Si sono così succedute spedizioni in Etiopia, nel deserto della Dancalia (2015); in India, fino ai confini del Kashmir (2016); sulla Via della Seta e del Riso (2017), attraversando 6 paesi e percorrendo 4000km, fino in Cina.

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